www.velosapiens.it
item6a1
VIDEO
item10a1a
item11a1
item9a1a
item10a1
misurazionibicicletta1a1a
item12a1
item12a1a
item10a1b
21
item3

Spesso sentiamo parlare durante le telecronache delle gare dei prof di sella alta o troppo bassa, di lunghezza delle pedivelle o di galleria del vento. Non si tratta di fantascienza ma semplicemente di tecnologia al servizio degli atleti. Le scelte effettuate dai corridori professionisti si dividono su due strade decisamente opposte. Chi predilige i consigli raccolti da esperti tecnici con anni di ammiraglia alle spalle, chi invece preferisce la scienza. Ecco che corridori di esperienza come Gilberto Simoni scelgono a 34 anni di affidarsi ai dati determinati dai sensori della galleria del vento. L’aspetto positivo è che le esperienze che si possono raccogliere durante il percorso atletico di un corridore saranno in futuro un bagaglio importante di nozioni da trasmettere ai più giovani, quando a fine carriera, il ruolo di un capitano diventa fondamentale per far crescere il team.

Le strade quindi sono opposte, i consigli del tecnico che sulla base delle proprie esperienze detta i canoni per una pedalata perfetta o l’analisi digitalizzata degli angoli di lavoro degli arti. Forse la risposta giusta sta come sempre nel mezzo; un ingegnere aeronautico che possiede tutte le informazioni sull’aerodinamica incapperebbe nell’errore di non considerare gli aspette fisiologici legati al gesto atletico di un ciclista. È per questo che serve un buon feeling tra atleta, tecnico e ricercatore.

I problemi che si trovano ad affrontare gli atleti ad inizio stagione sono molteplici, riguardano per di più sofferenze alla schiena o alle braccia, ma anche problemi di stabilità del mezzo. Per cercare una giusta risoluzione con l’era informatica anche la bicicletta si è adeguata all’evoluzione tecnologica, prima con i computer sul manubrio e il cardiofrequenzimetro, poi gli strumenti di valutazione della forza di spinta ad oggi con la postura in bicicletta, ricercando sulle esperienze e con ricerche mirate le risoluzioni possibili a mille problemi biomeccanici.

I problemi di stabilità sono spesso legati ad una bicicletta non correttamente equilibrata, è necessario considerare che il peso dell’atleta è predominante sul peso della bicicletta, per questo una valida distribuzione dei carichi su sella e manubrio determinano una buona stabilità.

Charly Weghelius atleta inglese in forza alla Liquigas ne sa qualcosa – avevo notevoli difficoltà nel guidare la bicicletta in discesa, quando con l’aiuto di un biomeccanico ho scoperto di utilizzare il manubrio troppo basso – In questo caso alzando il manubrio e riposizionando il baricentro sul mezzo, Charly Weghelius ha trovato l’esatta ripartizione dei pesi.

A garantire quindi la sicurezza nella guida è il centro di gravità, in questo caso di un corpo o di un sistema di corpi (uomo bicicletta), cioè quel punto che passa sempre attraverso la retta d’azione del peso complessivo, qualunque sia l’orientazione del punto rispetto alla verticale. Nel caso del professionista inglese questa retta d’azione è troppo avanzata rispetto al centro virtuale che garantirebbe la massima stabilità, causando instabilità predominante sulla ruota anteriore. Le risoluzioni al problema sono legate sia ad aspetti fisiologici che fisico-biomeccanici, i primi definiti dal corretto movimento degli arti durante l’azione ciclistica, i secondi definiti dalle regole che determinano l’avancorsa ossia la distanza tra il punto di contatto della ruota anteriore e l'asse dello sterzo. Charly Weghelius ci spiega come – la mia condizione atletica mi permette di adattarmi molto velocemento ad ogni posizione, nel limite del possibile, ma questa volta ho dovuto rivedere completemente la struttura uomo-bicicletta, modificando sia l’arretramento della sella che l’altezza del manubrio. Il risultato ottenuto è stato di spostare posteriormente tutto il mio peso- Nel caso opposto in cui l’uomo delle salite che contribuisce alle vittorie di Di Luca e Cioni fosse stato posizionato correttamente sulla bicicletta, il costruttore sarebbe dovuto intervenire sulle geometrie del telaio, e non sulla posizione, modificandone l’avancorsa e il passo della bicicletta. Diminuendo pertanto l’avancorsa la bicicletta sarebbe risultata molto più maneggevole nei cambi di direzione anche se meno stabile alle alte velocità. Per rimediare a questo ulteriore incoveniente si sarebbe potuto aumentare il passo della bicicletta ovvero la distanza che intercorre tra i due mozzi. Questa riflessione è il sunto che il passo e l'avancorsa sono collegate tra di loro e vanno quindi considerati assieme.

Anche Stefano Zanini si è rivolto al biomeccanico modificando negli anni una postura derivata da anni di esperienze e di prove. In un primo tempo si è avvicinato agli studi ergonomici modificandoil suo assetto, per poi intervenire sui plantari, sul proprio assetto posturale con l’aiuto di un chiropratico. Il passista varesino è molto vicino ai concetti di Simoni e spiega i suoi cambiamenti – non abbiamo mai finito di conoscere le nuove tecnologie, e se possiamo migliorare il nostro modo di pedalare, ben vengano le sperimentazioni. Una posizione più redditizia certamente non fa male a chi passa molte ore in sella per lavoro, così come un plantare può alleviare il fastidio ai piedi. Ritengo sbagliato essere statici su concetti obsoleti, è giusto provare i cambiamenti e poi trarre le giuste considerazioni –

Per cercare il massimo della prestazione atletica necessitano degli approfondimenti sul proprio atteggiamento in bicicletta, è di quest’idea Janiaczyk Blazej giovane atleta del team Androni gestito dall’esperto tecnico Davide Boifava. L’atleta polacco ci dice – sono fermamente convinto che per un atleta giovane sia fondamentale trovare la giusta postura, che servirà a garantire un corretto modo di pedalare anche per gli anni futuri. Il sistema utilizzato per realizzare la bicicletta con cui corro si basa sui principi atti ad ottenere una posizione corretta, che dovrebbe mettere al riparo da ogni tipo di patologia da sovraccarico funzionale e tecnopatia, prevenendo così l’efficienza articolare del ciclista –

Più precisamente, si cerca di trovare una posizione che offra la minore probabilità statistica di causare problemi osteo-articolari. Il modello di posizionamento è basato su delle solide basi scientifiche e su una grande raccolta di dati sperimentali frutto dell’azienda costruttrice che supporta il team. L’analisi inizia con la rilevazione manuale delle misure della propria bicicletta che vanno inserite nel computer. Le misure antropometriche non sono necessarie perché sarà il software a rilevarle tramite i 9 marker posti sul ciclista in prossimità dei punti di repere (caviglia, ginocchio, anca, bacino, polso, gomito e spalla).

L’utilizzo di un ergometro computerizzato consente la variazione immediata della posizione dell’atleta modificandola in funzione dei parametri forniti dal software; per tanto dopo aver confrontato tutti gli angoli necessari all’ottimizzazione del gesto atletico (appararato optoelettrico), utilizzando degli appositi captatori elettronici è possibile attuare la movimentazione del ciclosimulatore necessaria, mediante comando da postazione remota e con l'atleta in azione; effettuata la regolazione relativa ai tre elementi di contatto con il mezzo meccanico, è necessaria una ulteriore analisi di verifica prima di apportare eventuali modifiche alla bicicletta dell’atleta; si tratta della valutazione delle forze applicate alla spinta, utilizzando degli appositi tensiometri elettronici che misurano la torsione della leva, verificando eventali asimmetrie articolari, e il grado di forza applicata al pedale prima e dopo la prova.

Il test sull’ergometro procede ad un ritmo medio-elevato di circa 90 RPM. Durante la pedalata l’atleta è ripreso lateralmente da una telecamera, acquisendo 10 secondi di dati che giungono al computer attraverso lo spostamento dei marker posti sul ciclista. Il software elabora e ricostruisce gli angoli di lavoro delle articolazioni (angolo popliteo, angolo ascellare, angoli della caviglia, etc.). Una volta comparati tali angoli con quelli di riferimento prestabiliti, si valuta l’eventuale rettifica sulla bicicletta. Il ciclosimulatore a questo punto posiziona l’atleta testato nella posizione corretta calcolata per essere verificata con un ulteriore prova. Questo è un passaggio molto importante che permette un’ulteriore verifica sulla veridicità dei dati calcolati, che non sarebbe possibile appurare in tempi brevi senza l’utilizzo di un ergometro ad assetto variabile.

Anche la posizione per la bici da crono ha la sua importanza e di questo ne è convinto Emanuele Sella – sono stato dal mio amico Gianni Pederzolli ha realizzare vari test di posizionamento, ed ho chiesto di poter effettuare anche delle valutazioni sulla posizione da crono. I dati raccolti evidenziano dei margini di miglioramento molto ampi, e la dimostrazione è la crescita di Ivan Basso che oggi è da considerarsi uno dei punti di riferimento in questa specialità –

Il test eseguito da Emanuele Sella si riferisce alla superficie di impatto all’aria che ha un ciclista nelle varie posizioni. L’analisi a computer dell’impatto all’aria viene trasformata con apposite formule matematiche in consumo metabolico, velocità o forza necessaria alla locomozione.

Riducendo l’area di contatto si riduce anche il contributo metabolico necessario a mantenere una velocità costante. Il software non è preciso come le rilevazioni effettuate in galleria del vento, ma è poco costoso e di facile accesso anche agli utenti che non possono permettersi i costi di tali strutture. L’analisi laterale dell’atleta mostra gli angoli di lavoro degli arti inferiori considerando gli aspetti fisiologici che condizionano il movimento degli arti inferiori e la posizione dei superiori, evitando gli errori che spesso hanno limitato il rendimento di atleti testati solo dal punto di vista aerodinamico.

Le valutazioni tecnologiche sulla bicicletta sono diventate oggi di assoluta necessità, sia dal punto di vista dell’ergonomia sia per quanto riguarda la preparazione atletica e pare che buona parte dei professionisti in attività abbiano scelto questa strada.

item4

posizione dei professionisti

Indice argomenti:

Indice argomenti:

INFORMAZIONI TECNICHE HOME contatti